Invito alla guarigione

Se la malattia è separazione, la decisione di accettare l’invito alla guarigione e di conseguenza di essere guarito è il primo passo verso il riconoscimento di ciò che vuoi veramente. Ogni attacco ti allontana di un passo da ciò, ed ogni pensiero di guarigione ti ci porta più vicino. La guarigione diventa così una lezione di comprensione, e più la pratichi più diventi un insegnante migliore ed uno studente migliore.

La Paternità di Dio

Non guardare il dio della malattia per guarire, ma soltanto il Dio dell’amore poiché la guarigione è il Suo riconoscimento. Quando riconoscerai la Paternità di Dio saprai che Egli non ha mai cessato di riconoscerti e che nel Suo riconoscerti si trova il tuo essere. Tu non sei malato e non puoi morire. Ma puoi confonderti con le cose che lo fanno. Ricorda, allora, che fare ciò è blasfemia, poiché ciò significa che stai guardando senza amore Dio e la Sua creazione, dalla quale Egli non può essere separato.

La negazione di Dio

I rituali del dio della malattia sono strani e molto esigenti. La gioia non viene mai permessa, poiché la depressione è il segno dell’alleanza con lui. Depressione significa che hai disconosciuto Dio. Molti temono la blasfemia, ma non comprendono cosa significhi. Non capiscono che la negazione di Dio è la negazione della loro Identità è in questo senso il prezzo del peccato è la morte. Il senso è assolutamente letterale: la negazione della vita percepisce il suo opposto, come tutte le forme di negazione sostituiscono ciò che è con ciò che non è. Nessuno può farlo, in realtà, ma è fuori discussione che tu possa pensare di poterlo fare e credere di riuscirci.

Il dio della malattia

Se vedi il dio della malattia in un posto qualsiasi lo hai accettato. E se lo accetti ti inchinerai a lui e lo adorerai, perché è stato fatto come sostituto di Dio. È credere che tu possa scegliere quale dio è reale. Sebbene sia chiaro che questo non ha nulla a che fare con la realtà, è ugualmente chiaro che ha tutto a che fare con la realtà così come tu la percepisci

Il corpo non è un fine

Il corpo esiste in un mondo che sembra contenere due voci che combattono per possederlo. In una configurazione così percepita il corpo viene visto come capace di spostare la sua fedeltà dall’una all’altra, rendendo significativi sia il concetto di salute che di malattia. L’ego fa una confusione fondamentale tra mezzi e fine come fa sempre. Considerando il corpo un fine, l’ego non ne fa un uso reale perché il corpo non è un fine. Devi aver notato una caratteristica saliente di ogni fine che l’ego ha accettato come suo. Quando l’hai raggiunto, non ti ha soddisfatto. Ecco perché l’ego è costretto a spostarsi incessantemente da un’obiettivo all’altro, affinché tu continui a sperare che possa ancora offrirti qualcosa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: